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venerdì 8 maggio 2015

ONE for ONE, Toms shoes

 "If you want to go fast, go alone. If you want to go far, go together." - African Proverb

Per ogni prodotto acquistato, TOMS aiuta una persona in difficoltà. 
One for One.®



L'idea di base è semplice, per ogni scarpa acquistata TOMS ne dona una ad una persona bisognosa di aiuto, in oltre 60 Paesi nel mondo. Le scarpe TOMS vengono prodotte in Cina, Etiopia, Argentina, ... con l'obiettivo di creare lavoro nelle zone del mondo in via di sviluppo assicurando e verificando gli standard delle politiche di impiego del personale (totale rispetto dei diritti umani e dei lavoratori).

Inoltre le scarpe TOMS sono prodotte con grande attenzione nei confronti dell'ambiente: vengono utilizzati materiali naturali e/o sostenibili come canapa naturale, cotone organico, poliestere riciclato (per la tomaia, fodera e la soletta interna). Tutte le scatole di scarpe sono realizzati con l'80% di materiale riciclato post-consumo e sono stampate con inchiostro di soia.





PS: "There is no “TOM.” Our founder’s name is Blake. TOMS is actually an abbreviation for “Tomorrow Shoes - Shoes for a Better Tomorrow”, but we couldn’t get that on the back of a shoe, so we shortened it to TOMS" :)



martedì 28 aprile 2015

Worn Wear - Better than new!


Vestiti usati...meglio che nuovi! 



ha una filosofia di business bellissima, mooolto sostenibile e soprattutto assolutamente fuori dagli schemi rispetto al settore abbigliamento più in generale. La maggior parte delle marche infatti oggi tende a proporre collezioni non più stagionali, ma addirittura mensili, disegnando vestiti e fantasie sempre diverse, prezzi mediamente accessibili, per stimolare l'acquisto rapido e la cultura del cambio continuo. Patagonia si tira fuori da questo circolo vizioso, professando invece la missione opposta:

"Una delle cose più responsabili che possiamo fare come azienda è di creare e produrre cose di alta qualità, che durino anni e che possano essere riparate, in modo da non doverne comprare di nuove; e mantenere vestiti e attrezzatura in buone condizioni il più tempo possibile per alleggerire un po' le pressione sul pianeta." 

 Da questa idea nasce "The Worn Wear program":



per tutta questa primavera il "Worn Wear" camper viaggerà dalla California a New York per riparare gratuitamente i vestiti che ognuno vorrà portargli, insegnando le varie tecniche di mantenimento e riparazione di abiti e attrezzatura. Patagonia ci invita a condividere la storia di quei vestiti che ormai sono parte di noi sul blog wornwear.patagonia.com



Inoltre sponsorizza sul proprio sito la partecipazione a due community che professano la stessa filosofia.

iFixit è una community di persone che si scambiano suggerimenti e consigli su come aggiustare pressocchè qualunque tipo di cose, all'interno della quale c'è una sezione intera dedicata ai prodotti Patagonia... Let's fix the world, one device at a time! 

yerdle.com invece è una piattaforma che ti permette di liberarti delle cose che non usi più scambiandole con altri oggetti, di persone ugualmente iscritte alla community... La missione di yerdle è cambiare il concetto di "possesso" delle cose, vivendo in un pianeta con risorse ben definite e spesso sopraffatti dalla quantità di oggetti che possediamo e che mai usiamo.

Facciamoci un pensiero anche noi...! ;)

mercoledì 16 maggio 2012

Calzedonia ricicla il tuo costume



Anche Calzedonia dalla parte l’eco-sostenibilità: supervaluta i vecchi costumi con una speciale promozione per l’estate 2012!

Dal 1 Aprile al 30 Giugno, in qualunque punto vendita “Calzedonia“, ci sarà la possibilità di riciclare i vecchi costumi dei quali ci vogliamo liberare, di qualsiasi brand, ricevendo addirittura uno sconto sull'acquisto di un nuovo bikini:


per ogni costume donna usato (intero o bikini) portato in negozio verrà riconosciuta una riduzione pari a 5 euro sull’acquisto di un nuovo costume donna; per i costumi usati bimbo/a la riduzione sarà di 2 euro su un nuovo costume da bambino; per i costumi usati uomo sarà di 3 euro su un nuovo costume uomo.




Tutti i vecchi costumi saranno ritirati da “I: COLLECT Agency” e riciclati secondo le norme ecocompatibili.


Questo genere di iniziativa era già stata lanciata durante gli scorsi anni per quanto riguarda i reggiseni, all'interno dei negozi "Intimissimi" - Gruppo Calzedonia - per la produzione pannelli isolanti e fonoassorbenti. Dunque, perchè non riproporla per i costumi da bagno? Ottima idea

domenica 22 gennaio 2012

haikure, wear the change

Trasparenza, rispetto, sostenibilità. 



La brand mission di haikure (il nuovo brand eco-sostenibile che nasce in casa CS Jeans) è rispettare il pianeta e le persone attraverso la promozione di un nuovo stile di vita dove le ultime tendenze della moda e la sostenibilità possono coesistere, ricercando sempre una continua innovazione di prodotto in un’ottica di massima trasparenza.

Il nome haikure deriva dall’unione della parola haiku, componimento poetico minimalista giapponese che si ispira alla Natura, con la desinenza dei termini nature, pure, future, è una miscela di lingue che dà luogo ad una composizione originale, un nome che evoca il futuro rispettando il presente.



Infatti haikure dedica molto del suo impegno al progetto "Tracciabilità", pensato e dedicato ad un consumatore esigente e consapevole che, tramite un QR code apposto sull’etichetta di ogni paio di jeans, può facilmente identificare la tracciabilità del capo e verificarne così l’eco-sostenibilità in tutti i passaggi della filiera produttiva: approvigionamento, trasformazione (taglio), assemblaggio, lavaggio, stiro e controllo qualità, packaging e logistica. Una novità assoluta che vanta una tracciabilità totale, trasparenza, informazione e chiarezza.

Inoltre questo giovane brand punta molto sul coinvolgimento dei consumatori mantenendo con loro un dialogo continuo e diretto attraverso i social media. A novembre ha deciso di dare voce alla creatività dei propri fan lanciando un concorso su facebook per cui le persone potevano comporre un haiku ed inviarlo all'azienda che li avrebbe poi pubblicati sul proprio profilo. I due haiku vincitori (secondo i "mi piace" del pubblico) verranno ricamati in un jeans donna e un jeans uomo della futura collezione autunno/inverno 2012/2013 "Haiku special edition".

 

domenica 25 dicembre 2011

STOP the killer jeans!

La sabbiatura è una delle tecniche più diffuse utilizzata per dare ai jeans quel look usato e “logoro” tanto di moda, ma purtroppo è nota anche per essere letale per gli operatori del tessile che la eseguono senza le dovute precauzioni, manualmente, senza protezioni per le vie respiratorie, in paesi come il Bangladesh e la Turchia.



Con questa tecnica la sabbia viene sparata con compressori ad alta pressione sui jeans, diffondendo polveri nell’ambiente ed esponendo i lavoratori al silicio della sabbia e quindi al rischio di ammalarsi di silicosi. Una volta che il silicio entra nei polmoni, vi si deposita provocando seri e gravi problemi respiratori e può portare anche alla morte.

A questo link potete vedere il servizio girato da "Le Iene" sull'argomento in data 5 ottobre 2011

Da circa un anno è stata lanciata la campagna internazionale Clean Clothes Campaign che ha spinto molte imprese a rivedere le loro politiche aziendali in relazione alla sabbiatura. Molti grandi marchi della moda italiani e internazionali hanno via via annunciato la messa al bando del sandblasting dai loro stabilimenti: Armani, Benetton, Bestseller, Burberry, C&A, Carrera Jeans, Charles Vögele, Esprit, Gucci, H&M, Levi-Strauss &Co, Mango, Metro, New Look, Pepe Jeans, Replay e Versace.

Ma il percorso per giungere veramente all'eliminazione della tecnica della sabbiatura dal mercato è lungo e per essere credibile necessita di un'azione di monitoraggio che verifichi l'effettiva adozione di politiche aziendali di prevenzione del rischio in materia di salute e sicurezza lungo l'intera filiera produttiva e catena di fornitura. Senza dimenticare la necessità di risarcire i lavoratori che hanno contratto la malattia e di mettere in campo strategie che coinvolgono i sindacati locali e le ONG per sviluppare programmi di miglioramento con i lavoratori sul campo.